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E' con soddisfazione che riportiamo qui sotto le espressioni di testimonianza dei nostri ospiti, quale ricompensa della nostra vocazione a rendere meno dolorosa e faticosa la lontananza da casa per ragioni di salute .
“ ..preghiamo affinché il nostro servizio in favore dei fratelli non sia solo un apparire per sentirsi dire che siamo bravi , che siamo presenti , che siamo attenti ai bisogni degli altri,ma prenda esempio dal nostro Signore e Maestro che per primo ha servito i poveri.. “
…abbiamo ricordato insieme Milano e la vostra solidarietà…….
“Devo ancora ringraziarvi per l’invio dell’opuscolo sulle vostre attività d’accoglienza che mi avete spedito lo scorso anno e sul quale avete anche inserito una pagina del diario dell’alloggio di Via Carnia che ci riguarda. Non vi ho mai dimenticati perché fate parte di quei ricordi indelebili dei giorni vissuti a Milano ,tra l’ospedale ed il vostro alloggio. Grazie per quel dolore condiviso, grazie per l’ospitalità, per quella S. Messa e per le vostre preghiere, grazie ancora per quella vostra presenza. ....................................
Rosetta "
“ ........................................Ho ancora in mente il sollievo che provammo i miei figli ed io, quando accompagnati dalla cara Tina entrammo per la prima volta nell’appartamento di Via Bellincione. che subito sentimmo come casa nostra.. Intorno a me, conte ho già detto, sì sono stretti tanti volontari che con molta semplicità e disponibilità ci dedicavano parte della loro giornata ascoltando i nostri problemi e confortandoci con le loro preghiere. Ormai sono parecchi mesi che sono rientrata al mio paese; dentro di me porto ancora il ricordo dei vostri volti e del vostro affetto che è sempre vivo in me. ......................................................... Rosella con Filippo e Nicola "
…è un continuo scambio di affettività e di amicizia... “ E’ capitato qualche tempo fa forse per caso o forse perché rappresentava il compiersi di un desiderio di cui non ero consapevole. Ricordo di non aver accettato subito, quando mi è stato proposto di prestare la mia opera come volontaria presso la casa di accoglienza; mi sembrava infatti una attività poco gratificante, addirittura “secondaria”, ed i primi interventi confermarono questa prima impressione. ............................................................... Ora sono pienamente consapevole del mio compito, e ne sono fiera e soddisfatta: fiera perché riesco comunque a fare del bene, soddisfatta perché il contatto con le persone che soffrono cambia la visione della vita e ci permette di meglio apprezzare quello che possediamo. Mi sono poi resa conto di un altro importantissimo fattore: non è vero che la nostra opera consiste soltanto nel “dare”. È un continuo scambio dl affettività e di amicizia perché anche in questo contesto si riceve quanto, e forse più, di quello che si riesce a dare.............................. Marisa "
...sento che vado a trovare amici vecchi o nuovi in un momento difficile della loro vita...
Da quel giorno sono passati cinque anni e tutte le settimane dedico una serata a questo servizio; ogni volta sento che vado a trovare AMICI vecchi o nuovi, in un momento difficile della loro vita e che la comunità di San Leone è un sostegno alla loro sofferenza e che le case di accoglienza diventano le loro case. Da questa esperienza ho capito che la carità non è solo dare ma anche ricevere nell’anima e certamente stare vicino alla sofferenza mi ha aiutato anche spiritualmente. Silvia " |

